a cura di
Stefania Zambardino


con la consulenza di
Mariapaola Marsella


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LeggeRete è un invito a scoprire i nuovi testi di cui la biblioteca Archivia si sta arricchendo, presentandovi periodicamente una bibliografia di libri ricevuti.


LeggeRete
è un appunto on line di chi, come me, si lascia incuriosire da un titolo e
lo evidenzia con veloci e personali annotazioni.


LeggeRete
è mettere in rete
un patrimonio di vecchi testi, pilastri di un sapere che ha dato valore e dà valore all’unicità degli sguardi e dei pensieri delle donne.

 

Qualsiasi suggerimento, sia esso commento, recensione, invito alla rilettura darà corpo alla rete di lettrici non virtuali a cui LeggeRete è destinata.

srivere a:

Stefania.zambardino@alice.it

 



LEGGERETE - appunti on line


LEGGERETE 9

Anna Ascenzi, Il Plutarco delle donne. Repertorio della pubblicistica educativa e scolastica della letteratura amena destinate al mondo femminile nell’Italia dell’Ottocento, EUM 2009  20D17

“Avete qualche idea del numero di libri consacrati alla donna nel corso di un anno? Avete qualche idea del numero di questi libri che sono stati scritti dagli uomini?  Sapete che fra tutti gli animali della creazione voi siete quello di cui si discute di più?(…)Uomini che non sembrano in apparenza qualificati a parlare di donne se non per il fatto di non esserlo” Questa citazione tratta da Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf non a caso è l’exsergo di questo libro che evidenzia il ruolo storico, sociale e culturale della pubblicistica educativa e scolastica della letteratura amena destinate al mondo femminile nell’Italia dell’Ottocento.. Da questo repertorio ne esce un nuovo ideale femminile: quello di moglie, madre, docile, devota, ma attenzione, questa è la novita, borghese. Poche le scrittrici, tra cui però mi piace ricordare Caterina Franceschi Ferrucci, con una sensibilità più novecentesca che sostiene con vigore un’istruzione alle donne più ampia.

 


Patrizia Caporossi, Il corpo di Diotima. La passione filosofica e la libertà femminile,
Quodlibet 2009    20D18

Appassionante, ricco e complesso il percorso che l’autrice ci illustra sulla filosofia del ‘900. La libertà che parte dalla conoscenza di sé, della differenza e delle parole è il filo che lega una serie di riflessioni sul pensiero delle donne e sulla loro pratica politica. La libertà femminile è il prodotto di significanza e autorevolezza che le donne conquistano attraverso il loro vissuto, attraverso il loro corpo. Con la differenza sessuale femminile, invisibile nella storia, si disvela finalmente “ una filosofia femminile che non pianga il disagio della condizione, ma sia per-sé-e-in-sé”. Privo di conclusione, questo libro lascia aperta la discussione e la continua ricerca.


Del Zotto Carla, Rosvita .La poetessa degli imperatori sassoni, Jaca Book 2009  22B16

Nella lontana Germania, in epoca ottoniana, i i tanti monasteri femminili guidati da badesse insigni per casata e per abilità e culle per spiriti femminili appassionate di religione e cultura, rendono sicuramente meno buio il medioevo. Rosvita, monaca presso la famosa Abbazia di Gandersheim, luminosamente coniugherà cristianesimo e classicità, tradurrà Terenzio e se ne ispirerà nella composizione dei suoi Drammi. Rosvita, donna di talento e cultura, ci restituisce un Medioevo molto meno noioso e opprimente di quello che abbiamo studiato sui libri di scuola.



Dufrasne Dieudonné, Donne moderne del medioevo, Jaca Book 2009  22B12
Le beghine: “ Sono donne coperte di stracci, donne dei quattro venti. (…) Sono tutte sante se essere sante significa non essere nulla.(…) Sfuggono al matrimonio come alla Chiesa, al giorno come alla notte. Sono definite folli, si vuole rinchiuderle in un chiostro, seppellirle in una morale.Ma nessuno vi riesce. Se ne brucia qualcuna..I loro scritti sono confiscati. Sono subito ricopiati.” (C.Bobin) Oggi il termine beghina è assai screditato, spesso designa donne esageratamente pie e devote, vestite tutte di nero.  Questo libro può solo aiutarci a comprender la grande spiritualità del movimento delle beghine “orfane di nascita” e a farci scoprire un medioevo oscurato per troppo tempo da una storia di soli “grandi uomini” che non hanno saputo fare altro che innescare guerre e sciagure sociali.


L. Magazzeni, F. Mormile, B. Porster, A. Robustelli (a cura di) Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, Le voci della Luna 2009

Non è una semplice antologia, ma una preziosa e coraggiosa impresa di raccogliere e tradurre poesie, in lingua inglese, di donne che danno forma e voce al corpo, nutrendolo con intelligenza, accarezzandolo con suoni, valorizzandolo con le loro esistenze. Sono testi dell’ultimo quarantennio, di cui molti inediti, che vengono selezionati e accostati grazie ad una superba architettura di ben sette sezioni che introduce ad una lettura più ricca e attenta. Miti, metafore, amore, disamore, desiderio, nascita, invecchiamento, malattia, violenza, separazione sono la lingua di questo universo poetico il cui moto nasce dal corpo, mosso a propria volta da una coscienza femminista e femminile, da un’ironia che aggiunge lucidità ed elimina ogni forma di retorica. E’ una lettura che soddisfa lo sguardo di genere e la passione per la poesia, comunicate insieme dal lavoro eccellente delle traduttrici.

 

 



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