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la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n° 32 del 22 dicembre 2004
in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri,
Stefania Vulterini
>
Auguri, auguri e auguri... A
tutte le donne che hanno avuto fiducia, lottato, partecipato, ascoltato,
pianto, mangiato, amato, dormito, litigato, oziato, lavorato al fine
di far crescere sempre di più il progetto Casa Internazionale
delle Donne...
> Last minute per la
foresteria Orsa Maggiore
La foresteria Orsa Maggiore vi propone le ultimissime offerte disponibili.
NATALE TRA LE STELLE
Ultimi posti disponibili per il periodo dal 21 al 31 dicembre
2004
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comprensivo di prima colazione)
La notte delle Befane
Ultimi posti disponibili in foresteria per il periodo dal
5 al 9 Gennaio 2005
Grande Cena dell’Epifania
Al ristorante Luna e L’altra
Euro 20,00 a persona
(prezzo a persona bevande escluse)
GLI EVENTI DI DICEMBRE:
INCONTRI
>
“L'Africa
si racconta” attraverso la fiaba
con la partecipazione di Ribka Sibhatu, scrittrice
e mediatrice culturale eritrea
Ugo Maria Morosi, regista ed attore teatrale, Valentina
Taddei, attrice teatrale
il 22 Dicembre alle ore 18.00 (vedi approfondimenti)
GLI EVENTI DI GENNAIO:
CORSI
>
Un nuovo corso sta partendo a gennaio,
Fare filosofia, tenuto da Patrizia Politelli
Sperimentare il piacere di pensare attraverso conversazioni
guidate a tema libero.
Il corso si propone di avviare alla filosofia, partendo dagli strumenti
fondanti di questa disciplina: la parola, il confronto, i metodi.
Durante il corso i/le partecipanti saranno guidati ad esaminare le
diverse angolazioni di una questione; ad esercitarsi a costruire un
percorso comune seguendo un ordine; ad acquisire la capacità
di ascolto e di intervento organizzato; ad apprendere i grandi temi
della filosofia e le dottrine più significative iniziando dalle
domande che essi/e stessi/e si pongono quotidianamente e scoprendo
che queste domande hanno una storia , un vasto arco di risposte possibili
e non definitive.
Obiettivo primario del corso è quello di consentire la scoperta
dell'altro/a, delle sue ragioni e dei suoi eventuali errori di prospettiva,
così come delle proprie ragioni e dei propri errori: essere
consapevoli dei propri pregiudizi ed abituarsi a vagliare le informazioni
analizzando il punto di vista che le sottende può diventare
un utile.
Patrizia Politelli
Inizio corso: Giovedì 13 gennaio ore 19.00
Per informazioni e iscrizioni: Libreria Zora Neale
Hurston, Tel. 06 68193001 o 328 6939323
APPUNTI
E SPUNTI DAGLI EVENTI
> Il Premio Amelia Rosselli alla
Casa Internazionale delle Donne
A cura di Stefania Vulterini
Per il terzo anno consecutivo l’Assessorato
alle pari opportunità e il Sistema Biblioteche di Roma hanno
promosso il Premio Amelia Rosselli per valorizzare il lavoro di ricerca
culturale che molti editori romani svolgono nei riguardi della produzione
creativa di intellettuali donne e per ricordare una delle più
grandi poete del ‘900.
Con questa terza edizione la manifestazione diviene un vero e proprio
appuntamento annuale di promozione di opere di letteratura, arte e
cultura femminile, anche di quelle che non riescono a passare attraverso
le maglie troppo strette dei circuiti commerciali più affermati,
come dice l’Assessora Mariella Gramaglia, che questa manifestazione
ha fortemente voluto.
Con il premio Amelia Rosselli
vive tutta la Casa Internazionale delle donne.
Già da via della Lungara o dal Lungotevere si intuisce che
alla Casa sta succedendo qualcosa di speciale. Un bagliore di torce
fa brillare nella leggera pioggerella serale l’edificio dell’ex
Buon Pastore dal piano terra fino al piano alto che ospita le camere
della Foresteria Orsa Maggiore.
Il giardino, sovrastato dalla grande magnolia, si riveste per la serata
di una sua particolare suggestione in sintonia con tutta la sua storia
recente costellata di momenti politici e culturali, spettacolari e
conviviali di alto femminismo.
Tutta questa storia, tutta questa passione, tutta questa voglia di
libertà femminile rendono la serata del Premio Amelia Rosselli
per le case editrici romane una serata che lascia il segno in chi
ha avuto la fortuna di condividerla.
Nei corridoi – spettatori attenti, resi insensibili persino
alla saturazione da fumo di torce grazie alla suggestione della musica
e dei versi che rimbalzano e si inseguono dalle sale alle scale –
i commenti emozionati e partecipi parlano di un evento speciale, di
una particolare atmosfera, di una ritrovata eco dei versi di Amelia
Rosselli e delle letture di poesia di quegli anni quando Le nostre
poesie non cambieranno il mondo ma.. E questo "ma" pesava
e pesa.
Quindi non una formale cerimonia di premiazione ma un abbraccio collettivo
all’arte della parola e della scrittura, del suono e dell’immagine,
ma anche un’orgogliosa dichiarazione di resistenza e di vitalità
dell’editoria romana di qualità, che l’Assessorato
alle Pari opportunità del Comune di Roma e il Sistema Biblioteche
si sono assunti il compito di supportare nel lavoro di far parlare
le differenze al di fuori dell’omologazione e l’accorpamento.
La serata, organizzata da Teatro 91, dalle amiche dell’ufficio
Pari opportunità e dallo staff della Casa, inizia con un intenso
reading di poesia di Daniela Attanasio, Silvia Bre, Paola Febbraro,
Bianca Maria Frabotta, Florinda Fusco, Sara Ventroni, Sara Zanghì,
che incollano ad un ascolto senza distrazioni un pubblico che non
entra nella sala e ne segue i suoni e le pause dagli schermi nei corridoi.
Poi, accompagnati dalle esecuzioni musicali del duo Camilla Dell’Agnola
e Elisabetta Del Buono e del Medea String Quartet, si arriva al momento
vero e proprio della premiazione che ci riserva un’ altra forte
emozione con l’interminabile applauso che accoglie le due vincitrici,
autrice e editrice, Sara Zanghì con il romanzo Nebris e la
sua editrice Marisa di Iorio, che ha fatto di Empiria una delle più
interessanti case editrici romane. Menzione per la Casa editrice Sinnos
e per la casa editrice Lapis e per il loro validissimo catalogo editoriale.
La giuria presieduta da Elisabetta Rasy e con Rodrigo Dias, Maria
Ida Gaeta, Marino Sinibaldi e Stefania Vulterini ha colto nel segno
come conferma l’accoglienza della sala ai nomi delle premiate.
L’atmosfera di festa prosegue con il recital di Lucilla Galeazzi
accompagnata alla chitarra da Massimo Nardi. Poi per tutte/i finale
al ristorante Luna e l’altra con suoi raffinati menu completati
dai dolci di Bio e Te.
Appuntamento all’anno prossimo con la quarta edizione del Premio.
>
Serata Straordinaria Lesbotombola.
Venerdì 17 dicembre alle ore 20.30 al Centro Femminista Separatista
di via S. Francesco di Sales 1/b affollatissima serata per la II°
lesbotombola d’Italia!
A cura di Nicole Choisi
Mi avevano detto: se vai a
Roma a Dicembre, non devi assolutamente mancare la lesbotombola organizzata
dal centro femminista separatista! E’, in assoluto, il più
grosso evento ludico di questo mese dedicato alle feste natalizie.
Appuntamento quindi il 17 dicembre per questa serata, a ragione intitolata
“straordinaria” riservata alle donne.
Appena passate le porte, vedo le organizzatrici che finiscono di sistemare
tavole, sedie, e… più importante, il cibo e le bevande.
Anche se non tutte mi conoscono, sono accolta con un gran bel sorriso
e un “benvenuta” che mi riscalda il cuore e il corpo e
mi mette subito di buon umore.
Che bello immergersi in mezzo a tutte queste donne sconosciute, italiane
ma non solo, perché vedo anche delle giapponesi e delle tedesche.
Essendo io una francese dell’isola antillana della Guadalupa,
sono molto contenta di vedere che questa serata è decisamente
internazionale e mi sento piacevolmente a casa.
Il mangiare e il bere sono ottimi e a dei prezzi più che ragionevoli.
Piano, piano, la temperatura sale. Stiamo tutte aspettando il momento
“clou” della serata, la rinomata Lesbotombola.
Quando finalmente incomincia, esplode la confusione totale. Numeri
urlati, donne che scoppiano dalle risate o protestano perché
non hanno vinto, o ancora saltano al settimo cielo quando i numeri
sulla loro scheda regalano dei libri o un lettore di DVD o un orologio
di marca o ancora un ferro da stiro. Tutta la sala con la sua calorosa
decorazione risuona della vibrante gioia di stare insieme per passare
una bella serata.
Finita la tombola, si fa spazio per il ballo di mezzanotte. Le tavole
e le sedie sono spostate, le donne possono finalmente lasciare il
loro corpo esprimersi liberamente al ritmo della musica.
Baci d’amore a sinistra, affettuose carezze a destra.
Avevano ragione le mie amiche. Non potevo, non dovevo mancare questa
“straordinaria serata della lesbotombola”. Confesso che
già non vedo l’ora di tornare nel 2005 per ritrovare
le fantastiche organizzatrici del Centro femminista separatista e
tutte le donne che le seguono, le sostengono, che credono in loro.
>
Che fine faranno i CONSULTORI?
di Luisa Laurelli
La Regione Lazio sta approvando
una nuova legge sui consultori familiari che contrasta totalmente
con la legge statale: essa favorisce l’ingresso di associazioni
private (es. Movimento per la vita) nei consultori perché,
pagate con i soldi pubblici, facciano azione di dissuasione nei confronti
delle donne che volessero abortire. Il centro destra regionale propone
la costituzione di un comitato delle associazioni di volontariato
e dei familiari che giudica e interviene sul lavoro degli operatori
e questi ultimi saranno affiancati da nuove figure professionali quale
il consulente familiare, il giurista del diritto di famiglia, pienamente
in linea con gli indirizzi del nuovo statuto della Regione Lazio.
Invece di intervenire per risolvere le storiche carenze dell’unico
presidio socio-sanitario pubblico e gratuito, viene eliminato di colpo
l’impianto generale dei consultori che hanno come obiettivo
primario l’informazione sulla sessualità e la salute
della donna e dell’adolescente. I consultori sono l’unico
luogo in cui è prevista la partecipazione, la consultazione
e il controllo diretto degli utenti attraverso l’assemblea delle
donne che promuove una procreazione libera e consapevole nel “rispetto
delle convinzioni etiche di ognuno”, come recita la legge n.
15 del 1976 attualmente in vigore.
Con la nuova proposta di legge regionale n. 170, i consultori avranno
la finalità di “rispetto della vita umana fin dal concepimento”
e la tutela della “unità e fecondità della famiglia”.
La proposta di legge abroga la legge regionale n. 15 del 1976 che
fu una conquista delle donne negli anni delle battaglie per ottenere
la legge sull’aborto e quella sul divorzio. Per capire la profondità
del danno che procurerebbe a questo servizio la proposta di legge
ora in discussione alla Regione Lazio, fra i tanti articoli inaccettabili,
basta leggere l’art. 12 che detta norme sul finanziamento dei
consultori. Si dice testualmente: “La Regione può concedere
contributi ai consultori familiari conosciuti, che non perseguono
scopi di lucro e che siano nel possesso dei requisiti previsti dalla
presente legge”. Occorre chiedersi conosciuti da chi? Dal politico
di turno, dall’associazione locale, dalla parrocchia più
vicina?
E’ evidente che si intende togliere finanziamenti ai consultori
familiari pubblici, per darli a realtà “conosciute”
private.
Riassumendo perciò, se passasse questa legge nefasta che ben
si accoppia con l’altrettanto nefasta legge sulla procreazione
assistita, nei consultori pubblici sempre più privati di fondi,
si piazzerebbero comitati composti da associazioni di volontariato
con un forte potere di controllo sugli operatori del servizio, si
condizionerebbero le scelte delle donne sulla maternità libera
e consapevole, sarà più difficile accedere alla interruzione
volontaria della gravidanza e ai mezzi per la contraccezione, si cancellerà
la laicità del servizio a vantaggio di una grave interferenza
delle associazioni cattoliche.
Trenta anni dopo le conquiste dei movimenti femminili e femministi,
la Regione Lazio vuole riportare noi, le nostre figlie e le nostre
nipoti, al medio evo. Una mobilitazione è già in corso
attraverso una raccolta di firme promossa dalla Consulta cittadina
dei consultori familiari: se ne devono aggiungere rapidamente tante
altre.
>
Rilettura collettiva della nostra storia
a cura di Ines Valanzuolo
..in conflitto con le attuali
istituzioni, in questo caso la Regione Lazio, che, in linea con quanto
avviene a livello nazionale su altre questionifondamentali per la
democrazia, sta cercando di modificare la legge n 405 del 1975 istitutiva
dei Consultori: questa è stata proposta presso la casa
Internazionale delle donne dall'AFFI, dall'UDI, dall' Associazione
VITA DIDONNA il 13 dicembre, in una Sala Simonetta Tosi stracolma
di compagne, amici di Simonetta, che tanto lavorò per la istituzione
dei Consultori, e di giovani donne che temono di perdere quanto credevano
sicuramente acquisito.
Il significato e la portata politica di ciò che i Consultori
hanno introdotto nella realtà pubblica italiana a partire dagli
anni '70, per volontà del movimento delle donne impegnate nella
affermazione della propria liberazione dal patriarcato attraverso
i temi radicali del corpo, della sessualità, sono stati rapidamente
riproposti da Lidia Campagnano, in relazione alla attuale arretrata,
mortificante situazione politico/istituzionale. L'esame puntuale della
proposta di legge n 170 e delle sue esplicite cancellazioni dell'autodeterminazione
della donna e dei diritti democratici acquisiti è stato fatto
dalla ginecologa Elisabetta Canitano, a partire dall'art.2 che inizia
così "Per il perseguimento delle suddette finalità
il consultorio familiare svolge le seguenti attività di servizio:-educazione
al rispetto della vita umana fin dal concepimento" fino agli
art. 3 e 7 che prevedono pesanti interventi di controllo sulle attività
degli operatori, qui presenti in gran numero e decisi a mobilitarsi
sia nella occupazione di alcuni Consultori, sia in nella raccolta
di firme per un referendum abrogativo nel caso la legge passasse.
L' intervento della Consigliera regionale (DS) Giulia Rodano ha ricordato
l'impegno della sinistra fin dalla presentazione della proposta della
legge da parte della destra (Tarsia-Brocchieri-dicembre 2000!), le
iniziative già prese, quelle previste.
Non sono tuttavia mancate critiche circa
la scarsa attenzione dedicata a questa grave proposta legislativa,
attenzione risvegliata solo alla vigilia della scadenza elettorale,
mentre, ricorda il Dott. Michele Grandolfo(Centro nazionale di Epidemiologia,
Sorveglianza e Promozione della salute/Istituto Superiore di sanità)
a livello nazionale "Il Progetto Materno Infantile (Pomi) assegna
un ruolo strategico centrale ai Consultori Familiari nella promozione
e tutela della salute della donna e dell'età evolutiva, richiama
esplicitamente la legge 34/96 e indica in dettaglio modalità
e campi operativi prioritari, con un esauriente corredo di indicatori
di processo, di risultato e di esito, come mai era accaduto in passato".
APPROFONDIMENTI
> Fiabe africane
a cura dell'Associazione Quinoa
Abbiamo pensato che anche noi nel nostro piccolo dovevamo dare un
contributo per l’Africa, e potevamo farlo con i nostri strumenti,
nella convinzione che solo attraverso la conoscenza si può
sconfiggere l’odio e la discriminazione.
Avevamo desiderio di coinvolgere anche i bambini e, visto che nella
ricorrenza delle feste, quando i bambini e gli adulti hanno un pò
più di tempo per stare assieme e raccontarsi, abbiamo pensato
che la fiaba fosse il ponte ideale per mettere in comunicazione non
solo generazioni diverse ma anche mondi lontani .
È nata così l’idea di un momento di riflessione
sulla fiaba africana così diversa e apparentemente lontana
dalle fiabe conosciute dai nostri bambini.
Abbiamo chiesto aiuto a Ribka Sibhatu una persona sensibile e appassionata
che ci condurrà nel mondo della fiaba africana facendocene
capire l’importanza e facendocela amare.
Abbiamo chiesto anche aiuto a due attori del teatro Vittoria, Ugo
Maria Morosi e Donatella Taddei,un teatro tanto caro ai romani per
la attività che da tanti anni svolge nella città ,che
ha messo generosamente a disposizione di questa iniziativa la sua
grande esperienza e professionalità nella convinzione che il
teatro possa essere uno strumento fondamentale per l’affermazione
e lo sviluppo della interculturalità e comprensione tra i popoli.
Anche un musicista africano ha voluto aiutarci e accompagnando la
lettura delle fiabe
con suoni e ritmi di quel Continente
Ribka Sibhatu é nata ad Asmara e risiede a Roma ormai da molti
anni. Dopo essersi laureata in Lingue e Letterature straniere presso
l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" ha
conseguito il titolo di dottore di ricerca in Scienze della comunicazione
presso la medesima Università con una tesi finale su "L'immagine
del migrante nei mass media italiani". Da anni é impegnata
nel campo dell' immigrazione e dell'educazione interculturale come
animatrice,mediatrice e formatrice. Ha svolto, inoltre, numerose collaborazioni
con scuole, università, ed enti locali. E' autrice di un libro
bilingue (tigrino-italiano) per ragazzi, dal titolo "Aulò,
canto Poesia dall'Eritrea" (Sinnos, Roma, 1993). Ha pubblicato,
inoltre, una raccolta di poesie su "Cittadini della Poesia"
(Quaderno Africano I, Loggia Dei Lanzi, Firenze, 1998). Su "Alì
e Altre Storie" ha pubblicato una raccolta di sue poesie e di
poesie orali eritree da lei trascritte e tradotte in italiano, con
una introduzione sulla letteratura e la poetica eritrea (RAI - Radiotelevisione
Italiana, Roma, 1998).