Avviso alle naviganti la news
di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n° 36 del 2 marzo 2005
in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri,
Stefania Vulterini
8 marzo 2005
IL CORPO DELLE DONNE
E LA POLITICA
Mai come oggi il corpo delle donne è stato così al centro
dello scontro politico globale e nazionale, in primo luogo nelle guerre
ma anche nel risorgere dei fondamentalismi religiosi dell’Occidente.
Da una parte infatti la libertà femminile è usata come
pretesto per le guerre, mentre il liberismo sfrenato che le genera,
unito a un falso concetto di uguaglianza, minaccia radicalmente l’esistenza
femminile nella materialità del vivere e nell’immaginario
diffuso. Alle Nazioni Unite è forte l’offensiva contro
il diritto alla salute e all’espressione della sessualità
femminile. Nel nostro paese leggi devastanti, come la legge 40, rilanciano
in modo aberrante una visione della donna come semplice contenitore
di decisioni altrui, e il corpo delle donne è affermato sempre
più come “luogo pubblico”.
La fine del novecento ha segnato un arretramento delle conquiste di
civiltà che avevamo ottenuto a partire dalla integrità
del nostro corpo e dal diritto alla autodeterminazione. Pensiamo dunque
che mai come oggi sia urgente riproporre una riflessione sulla soggettività
femminile e la politica. Il nostro 8 marzo sarà dunque un lungo
periodo di approfondimento su questi temi, con appuntamenti specifici
e una consultazione diffusa con cui cercheremo di riappropriarci della
parola politica. La scadenza del referendum sulla legge 40 ci costringe
a riprendere lo slogan di 10 anni fa “con voci diverse a dire
la prima parola e l’ultima”. Una parola decisiva sul nostro
corpo, che incarna l’esistenza della diversità dall’uomo
e dunque interroga il senso stesso della convivenza.
Tuttavia pensare alla politicità dei corpi delle donne, non
può che rafforzare il nostro impegno per la liberazione immediata
di Giuliana Sgrena, di Florence Aubenas e di tutti i prigionieri in
terra irachena.
VOGLIAMO GIULIANA CON NOI, SUBITO
lo abbiamo gridato il 19 febbraio, continueremo a
dirlo con forza, sperando di poterla festeggiare già nei prossimi
giorni e di averla vicina nelle prossime tappe della nostra storia.
La Casa Internazionale delle Donne come sua consuetudine
non vuole circoscrivere all’8 marzo l’intensità
di un impegno che invece si esprime tutto l’anno; nel mese di
marzo tuttavia si moltiplicheranno momenti e occasioni diverse per
affermare le nostre parole sul mondo e su noi stesse.
Casa Internazionale delle Donne
"Gli strateghi della destra hanno scelto l'8 marzo come data
per l'approvazione, in atto congiunto della Camera e del Senato, del
testo della nuova Costituzione; un testo che, come sappiamo, minaccia
gravemente le basi stesse della nostra repubblica e la nostra democrazia.
Come nota Raniero La Valle in un indignato articolo su Liberazione
(1.03.05) è un vero "sfregio che alle donne, per la loro
festa si regali proprio la demolizione della Costituzione del '47,
che in Italia è stata l'inizio anche della loro libertà,
della orgogliosa possibilità di esercizio della loro differenza".
I nuovi poteri , nota La Valle, sono disegnati come "maschi",
nella pretesa di onnipotenza, insindacabilità e impunitibilità:
come tali sono patetici, ma anche assai pericolosi.
Abbiamo appena ricordato in manifestazioni pubbliche ed in altre occasioni
il sessantesimo anniversario del voto alle donne; non abbiamo dubbi
che come allora, anche oggi, donne e uomini sapranno mobilitarsi in
difesa della Costituzione e delle garanzie democratiche e contro le
ripetute pratiche di cancellazione della memoria della Resistenza
e dell'antifascismo, fondamenti delle libertà repubblicane.
"
Francesca Koch
GLI EVENTI DI MARZO:
incontri
> Conferenza stampa
Rete Nazionale Centri Antiviolenza e
parlamentari su proposta di legge affido condiviso.
Giovedì 3 ore 10.30.
Organizza: Differenza Donna
> Ciclo
di 6 incontri Il dolore come fatto pubblico.
Incontri per comprendere meglio come e quanto la rappresentazione
collettiva del lutto, della malattia, della violenza, della guerra
influenzino la percezione e il senso della vita umana e della realtà.
Quanto e come essa intervenga nella costruzione della realtà
individuale e della società. Un percorso di lettura comune
ma guidata per esplorare il terreno del dolore e della sua cultura,
ma anche per formulare domande a voce alta e capire se una più
profonda comprensione e consapevolezza di tali temi possa consentire
nuove forme di giustizia. Primo incontro: Ida Dominijanni
"La ferita espropriante. Guerra, lutto, amore".
Giovedì 3 ore 18.00.
Organizza: Consorzio – Area Cultura e Archivia
> Donne
leggono poesia. Letture di testi poetici contemporanei
dalla voce delle autrici con la presenza di Maria Luisa Spaziani
musiche d’autore Giovanna Famulari (violoncello)
presenta Merys Rizzo coordina Maria Palazzesi,
Venerdì 4 ore 17.30
Organizza: Diffusione poesia delle donne
> Paesaggi
per Zora, mostra di Patricia Carmo.
Omaggio a Patrizia Regazzoni. Martedì 8 Ore 17.00
Organizza: Zora Neale Hurston ed Esthia (vedi approfondimenti)
> Interviste:
riflessioni sul femminismo un progetto video di Luisa
Di Gaetano. Interviste a Giuliana Sgrena, Piera degli Esposti,
Manuela Fraire, le ragazze del Collettivo La mela di Eva, Edda Billi,
Emanuela Moroli, Anna Maria Guadagni. Martedì 8 Ore
18.00
> Il
CFS... vent'anni dopo incontro con le donne che hanno
fatto il CFS Martedì 8 Ore 19.00
Inaugurazione, mostra e testimonianze. La mostra
propone, attraverso materiali fotografici e non, la storia del Centro
Femminista Separatista, dal 1985 ad oggi.
Saranno ospiti le donne dei gruppi: Centro Culturale Virginia Woolf,
Centro Documentazione Studi Sul Femminismo, Collegamento Lesbiche
Italiane, Collettivo Casalinghe, Coordinamento Lesbiche Romane, Erba
Voglio, MFR di Via Pompeo Magno, Quotidiano Donna, SelfHelp/MLD, Vivere
Lesbica.
A seguire Cena di autofinanziamento del Centro Femminista
Separatista.
Survivors' party: tanta musica danzante con tutte
le donne, separatiste sopravvissute.
Organizza: CFS Centro Femminista Separatista.
(vedi approfondimenti)
Ingresso Via San Francesco Di Sales, 1b
> Convegno
Nazionale Donna cultura istituzioni,
Mercoledì 9 ore 17.00
Organizza: DUNA (vedi approfondimenti)
> Incontro
con la Consulta Cittadine del mondo
in politica, Martedì 15 ore 15.30
Organizza: Consigliere delegate alle Politiche della multietnicità
> Ciclo
di 6 incontri Il dolore come fatto pubblico
Secondo incontro: Clara Sereni " Fra
molti libri e un film". Mercoledì 16
ore 18.00
Organizza: Consorzio – Area Cultura e Archivia
> Convegno
Donne e legalità. Partecipazione
e impegno, Giovedì 17 ore 17.30
Organizza: Associazione Quinoa
GLI EVENTI DI MARZO: corsi
> Incontri di geopolitica Primo
incontro 9 marzo 2005
A seguire di martedì 18.30-20.30. Fino al 10 maggio 2005
A cura di Margherita Paolini
Coordinatrice scientifica della rivista italiana di geopolitica Limes.
Giornalista ed esperta di cooperazione internazionale
Appuntamenti di geopolitica internazionale con l’obiettivo
di aprire una finestra sulle dinamiche che maggiormente condizionano
la nostra storia attuale (incluse quelle che vengono spesso ignorate).
Gli 8 incontri in cui si articola il seminario sono concepiti come
un percorso conoscitivo, “accompagnato”, all’interno
di vari scenari principali quali quelli delle nuove tensioni multipolari
a scala globale e regionale, della sfida per il controllo delle risorse
residue di energia, del confronto- conflitto con l’integralismo
islamico, della crisi degli organismi internazionali, della crescente
dicotomia tra l’Europa degli Stati e l’Europa dei territori.
Ed altro ancora.
Il seminario è rivolto a studentesse diplomande o post diplomate
ed universitarie, con un massimo di 25 partecipanti.
Sintesi delle Tematiche trattate
· Le aree di crisi della contrapposizione bipolare
e multipolare nel Caucaso e nell’Asia Centrale, nel subcontinente
indiano, in Africa occidentale, in America Latina.
· La nuova geopolitica delle risorse energetiche: i rapporti
di forza tra consumatori e produttori con l’emergere di nuovi
protagonisti (Cina, India ecc)
· Il profilo globale e le anime specifiche dell’Islam
antagonista, nelle versioni militante e culturale
· La crisi dei tradizionali organismi di sviluppo, delle formule
multinazionali di Peace Keeping e di Istitutional Building , della
cooperazione internazionale. Come ripensarli?
· Il percorso dell’Europa oggi: La costituzione europea,
la perdita di coesione territoriale interna, la Nato dell’Est,
il “non dialogo” mediterraneo. I confini dell’Europa
e la Turchia.. L’Europa e gli Altri (Usa, Russia, Paesi emergenti
nuovi protagonisti).
Obiettivo degli incontri acquisire chiavi di lettura su parametri
di base che permettano di elaborare proprie analisi risalendo ad interpretazioni
geopolitiche apparentemente “complesse”. All’interno
del seminario, che provvederà materiali documentali e mappe,
sarà possibile dare un supporto anche alla preparazione di
ricerche e tesine sugli argomenti trattati.
Iscrizioni: Segreteria Casa Internazionale delle
Donne (Palazzo del Buon Pastore Via della Lungara, 19 Roma) orari
15.00-19.00 (martedì – mercoledì – venerdì);
tel. 06.68401722
Costo del corso: 30 Euro (Seminario promozionale
per le giovani)
APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI
> PECHINO + 10
Dopo Ginevra, prima di New York
a cura di Isabella Peretti
BREVE RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA
(promossa da Arcidonna, Candelaria, Caucus delle donne, Cooperativa
Generi e Generazioni, Lobby europea delle donne, Paese delle donne,
Associazione Zora Neale Hurston in collaborazione con la Casa Internazionale
delle donne)
L’assemblea delle associazioni femminili che hanno sottoscritto
(più di 100 firme di donne e di associazioni) lo SHADOW REPORT,
alternativo a quello del governo, sulla applicazione della Piattaforma
di Pechino in Italia, si è svolta alla Casa delle donne il
25 febbraio scorso; è stata svolta, come da programma, una
relazione sulle conferenze di Ginevra, preparatorie della Conferenza
Onu su “Pechino + 10” che si sta svolgendo a New York.
A Ginevra la posizione delle delegazioni europee si è scontrata
con quella della delegazione governativa statunitense, arretrata
su posizioni gravemente in contrasto con le libertà femminili,
e inneggiante alla verginità e alla castità, risolutamente
contraria non solo all’aborto e alla fecondazione assistita,
ma anche all’”adulterio” che si vorrebbe reintrodurre
come reato (sic!). Uno scontro che rischia di ripetersi anche a
New York, dove il fronte antifemminista potrebbe allargarsi ai nuovi
fondamentalismi cresciuti in ambito cattolico, cristiano e islamico.
Si è relazionato inoltre sui recenti documenti della Conferenza
di Lussemburgo ( Minsters of Gender Equality Declaration) e sulle
raccomandazioni del Cedaw, che manifestano ritardi e inadempienze
del governo italiano. Il nostro Shadow Report è stato molto
apprezzato sia in ambito europeo (Ginevra) che internazionale (Cedaw),
e ha messo in difficoltà la delegazione governativa italiana.
E’ stata quindi discussa la recente audizione della Ministra
per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, alla Commissione
affari sociali della Camera, che ha giudicato il nostro Shadow Report
uno di quei “rapporti ombra, che non sono nulla di eccezionale,
perché è una consuetudine che circolino e vengano
presentati dei documenti non governativi”.
Abbiamo messo a confronto le critiche dello Shadow Report e le risposte
della Prestigiacomo.
La Ministra sostiene che abbiamo fatto pochi riferimenti alle pari
opportunità; ma, a parte il fatto che la sua concezione delle
pari opportunità mette sullo stesso piano, come abbiamo denunciato
e come afferma la stessa Cedaw (Convention for elimination of all
forms of discrimination against women), la differenza sessuale con
le altre differenze, non riconoscendo così la forza della
soggettività femminile, riducendola a una delle tante discriminazioni,
quel che è più grave è che non conosce - e
tanto meno pratica - l’asse portante della Piattaforma di
Pechino, il mainstreaming, che comporterebbe sostenere gli obiettivi
della Piattaforma di Pechino in tutte le politiche del suo governo.
Politiche che sono l’esatto opposto di Pechino, da quelle
relative all’occupazione femminile, che hanno fatto crescere
vertiginosamente la precarietà e l’insicurezza, a quelle
relative all’immigrazione - la famigerata “Bossi-Fini”
–, a quelle che impediscono il realizzarsi delle azioni di
contrasto alla tratta della prostituzione.
A proposito dell’occupazione femminile la Ministra sostiene
che “la flessibilità aiuta la necessità delle
donne di conciliare famiglia e lavoro”, affermazione grave
in confronto a quanto abbiamo denunciato rispetto alla precarietà
del lavoro per le giovani, che rende loro impossibile progettare
il proprio futuro, comprese la maternità, una famiglia, una
casa, un mutuo, ecc
A proposito di democrazia, le critiche dell’assemblea sono
state molto forti; si è rilevato come l’operato della
Ministra, con la soppressione della Commissione nazionale pari opportunità
e la stessa preparazione della partecipazione alla Conferenza di
New York, abbia manifestato una grave assenza di relazioni con l’associazionismo
femminile e con lo stesso Parlamento italiano.
Nell’audizione la Ministra si è difesa dicendo che
ha nominato Daniela Colombo (Aidos) nel Comitato diritti umani insediato
presso il Ministero degli Esteri, come fosse quella l’unica
sede di partecipazione, e soprattutto come se una persona potesse
rappresentare al contempo governo, opposizione e associazionismo
femminile. A riprova poi della presunta autonomia della nuova Commissione
pari opportunità, che la stessa Ministra presiede, la Prestigiacomo
ha accusato di schizofrenia chi partecipa alla Commissione e al
contempo sottoscrive lo Shadow Report, come a dire che in quella
commissione o si è d’accordo col governo o non si partecipa.
Su questo è intervenuta con passione Aitanga Giraldi, rivendicando
il sacrosanto diritto della Cgil a sostenere le proprie autonome
posizioni rispetto al governo.
Le critiche contenute nel nostro Shadow Report, sul contrasto tra
politiche governative e gli obiettivi della Piattaforma di Pechino
e sulla assenza di democrazia, hanno quindi colto nel segno, hanno
fatto emergere contraddizioni gravi, hanno toccato i nervi scoperti
di chi, al pari di Berlusconi, non sopporta critiche e confronti.
L’assemblea ha infine deciso di continuare la sua attività,
elaborando nei prossimi mesi una piattaforma programmatica sulla
base della quale avviare un confronto con le forze politiche dell’Unione.
In conclusione è stato approvato un ordine del giorno a sostegno
della liberazione di Giuliana Sgrena.
> Comitato in
difesa dei consultori pubblici e gratuiti
a cura di Francesca Koch
Il Comitato in difesa dei consultori pubblici e gratuiti si è
costituito per impedire la proposta di legge della giunta regionale,
tesa a stravolgere il carattere dei consultori per farli diventare
luoghi di controllo ideologico con schedature e comitati di sorveglianza
nominati dalla giunta.
Grazie alla mobilitazione delle donne e delle operatrici dei consultori,
abbiamo raccolto 50.000 firme di cittadine e cittadini del Lazio
contro questo attacco all'autodeterminazione delle donne e alla
loro dignità e siamo riuscite a fermare l'iter della proposta
di legge.
Il Comitato ritiene questa vittoria non un punto di arrivo, ma di
partenza per un’iniziativa piu’ vasta e complessa che
non disperda quel patrimonio politico ed umano coinvoltosi nella
raccolta firme.
Tale azione deve mirare al potenziamento dei Consultori pubblici
e gratuiti, ormai quasi invisibili, in termini di maggiore presenza
numerica sul territorio, di adeguamento delle strutture a volte
inidonee, di incremento del personale.
Chiediamo ai futuri amministratori di farsi portavoce della richiesta
popolare di difesa di un servizio pubblico e gratuito che, nonostante
le difficolta’ di questi ultimi anni, si e’ speso in
termini di alta qualita’ per la prevenzione, la tutela ed
il benessere della popolazione sul territorio.
Saremo dunque il 12 marzo a piazza del Pantheon dalle ore 17 per
chiedere l'impegno delle candidate per rafforzare e ampliare il
lavoro dei consultori in ogni quartiere e paese, per il sostegno
alla maternità responsabile, alla sessualità degli
adolescenti, alle pratiche della fecondazione assistita.
Saremo in piazza anche per una festa giacché ancora una volta
abbiamo dimostrato che le donne con le donne possono essere forti.
> Ricerca musicale e laboratorio
politico: Giovanna Marini alla Casa Internazionale delle Donne
a cura di Stefania Vulterini
Lunedì 28 febbraio alla Casa Internazionale
delle Donne Giovanna Marini e le tre musiciste di cui è composto
il quartetto vocale, Patrizia Nasini, Patrizia Bovi e Francesca
Breschi, hanno dato vita ad un incontro e ad un confronto molto
stimolante fra ricerca musicale e impegno politico. L’incontro
è introdotto scansonatamente ma con partecipata competenza
da Sara Modigliani, che ha infatti vissuto sin dall’inizio
con Giovanna Marini nell’ambiente della ricerca del canto
contadino e nel mondo della canzone politica, dove – ci spiegano
- i cantori non erano musicisti, ma piuttosto antropologi, sociologi,
scrittori, registi, architetti, intellettuali di ogni genere, con
la passione della musica, ma senza la conoscenza necessaria a leggere
una partitura e intonare in modo perfetto.
Giovanna Marini e le tre cantanti del quartetto vocale sono in scena
fino al 6 marzo al Ridotto Teatro Eliseo con La Torre di Babele,
ultima tappa del trentennale lavoro di ricerca musicale di Giovanna
Marini (con la tessera della Casa biglietto a euro 12 invece che
27).
Fra battute , aneddoti e ironica sdrammatizzazione si è snodato
il racconto di una delle esperienze artistiche più innovative
in campo musicale, con incondizionati riconoscimenti internazionali.
Racconta Giovanna, grande affabulatrice “Piano piano c’è
stata un’evoluzione nello studio della musica, negli anni
settanta abbandonata la canzone politica, molti sono entrati nel
mondo della musica professionale: è nata a Roma la Scuola
Popolare di Musica di Testaccio, e finalmente, insegnando in questa
scuola che divenne anche centro di confluenza di molti musicisti
stanchi del ghetto costituito dai conservatori di musica, incontrai
molti giovani appassionati di canto, che già conoscevano
le mie canzoni, e con queste (all’epoca erano solo donne)
formai il mio primo gruppo polifonico.
Eravamo undici, progressivamente molte dovettero lasciare il gruppo
prese dai loro impegni, e così siamo rimaste in quattro.
Dal ‘76 ho incominciato a scrivere per il Quartetto Vocale
molti madrigali che ora compongono il nostro repertorio.
C’è stato un avvicendarsi di cantanti, al mio fianco,
tutte hanno contribuito con il loro studio e la loro esperienza
vocale alla crescita del quartetto.
Grazie all’impegno vocale delle mie amiche ho potuto scrivere
pezzi sempre più acrobatici:
Patrizia Nasini ha segnato, con il suo ingresso nell’81, un
momento di crescita nelle possibilità vocali di esecuzione,
grazie alla sua elaborazione di tecniche sempre più raffinate
nel ricercare suoni diversi da quell’unico suono di voce impostata
sempre più in testa che fino a poco fa si conosceva, la sua
voce assolutamente originale mi ha permesso di scrivere pezzi sempre
più acrobatici, all’esecuzione dei quali ha giovato
la sua esperienza nel mondo della musica contemporanea.
Patrizia Bovi, arrivata nell’90 insieme a Francesca Breschi,
ha portato una splendida voce, e con la sua conoscenza approfondita
della vocalità e del repertorio medioevale, ha permesso che
si cantassero anche pezzi molto arcaici, mettendo in opera un rigore
straordinario nell’esecuzione.
Francesca Breschi ha portato una straordinaria duttilità
vocale ed una grande sensibilità e rigore nell’esecuzione
di ogni pezzo, sia che fosse arcaico, che scritto in partitura da
me, la sua pratica nel mondo della canzone popolare con il gruppo
“Pupi e fresedde” da cui proveniva, le hanno permesso
di inserirsi facilmente nel quartetto vocale con una ricerca di
sonorità nuove, grazie anche al suo lavoro nella musica contemporanea.
Con questa formazione il Quartetto Vocale può ricoprire secoli
e secoli di produzione vocale eseguendoli con maestria e rigore:
un sogno che non credevo di riuscire a realizzare. Ogni volta che
ci incontriamo per cantare è una gioia.”
Una gioia che contagia anche noi che ascoltiamo
il racconto, tanto più dopo aver visto lo spettacolo.
APPROFONDIMENTI
> Donna cultura
istituzioni L’iniziativa, promossa e organizzata
dall’Associazione DUNA (Unione Nazionale Artisti Donne), nasce
dall’idea e dalla necessità di sollecitare un confronto
pubblico tra artisti, scrittori, giornalisti, critici, rappresentanti
di istituzioni culturali e politiche, su quanto è avvenuto
negli ultimi trenta anni in Italia nel mondo dell’espressività
e della cultura femminili. Soprattutto si rifletterà sulla
valorizzazione dei risultati dell’impegno delle donne.
Tre questioni principali verranno affrontate durante l’incontro,
nell'intento di dare vita a un dibattito serrato. I partecipanti
hanno ricevuto un questionario introduttivo agli argomenti del dibattito,
per approfondire i temi della discussione.
Il ruolo delle istituzioni nella valorizzazione del patrimonio creativo
femminile
Le donne soggetti attivi nel panorama culturale italiano degli ultimi
trenta anni
Visibilità, accesso e diffusione della cultura prodotta dalle
donne. Proposte ed esempi
Apriranno il dibattito la Presidente di DUNA Simona Weller,
Edda Billi, Presidente dell'Affi (Associazione
federativa femminista internazionale) e la vicepresidente della
Consulta regionale femminile per il Lazio, Franca Cipriani
Sono stati invitati e hanno aderito:
Patricia Adkins Chiti, Sandro Barbagallo, Francesca Benedetti, Maria
Teresa Benedetti, Mirella Bentivoglio, Achille Bonito Oliva, Rossana
Bossaglia, Adele Cambria, Laura Cretara, Danilo Eccher, Mariella
Gramaglia, Ada Lombardi, Rosetta Loy, Simonetta Lux, Silvana Palumbieri,
Elio Pecora, Cloti Ricciardi, Maria Rosa Sossai, Marcia Teophilo,
Duccio Trombadori, Lorenza Trucchi, Franca Zoccoli.
> Patricia Carmo:
l'emozione e la memoria.
Di Letizia Tavani
Che sia matita, il tratto incisivo quasi graffiante,
o cera, diffusa e al contempo determinata, Patricia Carmo non ha
pretese di naturalismo, non cerca la precisione della figura, anzi
sfuma nelle tracce spesse ma tenui, soffuse, quasi pallide. Ciò
che traspare da questi paesaggi è la volontà dell'autrice
di comunicare a se stessa e al mondo la soggettività di un'esperienza,
le sue esperienze. Fatte di paesaggi, acqua, balle di fieno e rocce,
ma fatte soprattutto dell'occhio e del desiderio di guardare. Quel
desiderio di guardare che suscita lo spettacolo della natura –
qualunque essa sia, il Brasile come il Lago di Bolsena – e
quel desiderio di guardare che, solo, può originare la bellezza.
Il cui riconoscimento non può però prescindere dalla
presenza del soggetto, dalla sua voglia di registrare nel tempo
- intimo della memoria, esteriore del gesto e della carta –
l'emozione, il colore di un momento. Ogni volta, l'espressione di
un ricordo in un sussurro deciso.
“Io ho visto questo”.
> CFS …
vent’anni dopo
Di Giovanna Olivieri
Vent’anni fa veniva inaugurato Il Centro Femminista Separatista
nella sede del Buon Pastore; Nella giornata dell’8 marzo vogliamo
incontrare le fondatrici dell’Associazione che trattarono
con l’Amministrazione per il diritto ad avere uno spazio in
cui le donne, seguendo i molteplici percorsi intrapresi dal femminismo,
potessero discutere, elaborare e far conoscere pensiero politico
e cultura, ma anche lotte politiche e reti di relazione.
L’assegnazione del Buon Pastore al Centro Femminista Separatista
(CFS), sorto come associazione nel 1983, venne effettuata con una
delibera del Comune nel marzo del 1985 - dopo due anni di attese
e di trattative su modalità, tempi ed esiti della ristrutturazione
- si ebbe la consegna di 435 m2 sui 1800 circa complessivamente
previsti. Mentre fervono le attività - Corsi e Seminari del
Centro Virginia Woolf, riapertura della Biblioteca del centro di
Documentazione e Studi sul femminismo, Convegni, mostre e proiezioni
di Video Viola, CLI ed altri gruppi – continua la sollecitazione
al Comune perché sia restaurato il complesso già assegnato
e in stato di progressivo degrado.
Ma nel 1987, precisamente il 6 marzo, il Sindaco Signorello con
una delibera d’urgenza, immediatamente esecutiva, assegnava
più di 1700 m2 del Buon Pastore all’Ente Chiesa Santa
Croce alla Lungara. Il CFS si mobilitò immediatamente e,
insieme ai gruppi, alle associazioni e alle donne convenute al Centro
per discutere della delibera, fu decisa l’occupazione dell’ala
seicentesca assegnata. Iniziano così gli anni di collaborazioni
e di confronti, durante i quali la parte “legale” e
la parte “occupata” si integrarono attuando progetti
comuni e si scontrarono sul nodo del separatismo. Entrambi i soggetti
politici CFS ed AFFI (Associazione Federativa Femminista Internazionale,
sorta dai gruppi della parte occupata) del Buon Pastore hanno condotto
la trattativa con il Comune che ha dato attualmente vita alla Casa
internazionale della Donna. Dopo l’avvicendarsi di diversi
gruppi, fanno oggi parte del CFS: il Centro Documentazione Studi
sul Femminismo (CeDoStuFe), il Collegamento fra Lesbiche Italiane
(Cli) e il Coordinamento lesbiche romane (Clr). Il CLI è
fra le Associazioni che hanno costituito il Consorzio Casa Internazionale
delle Donne
La mostra fotografica e documentaria propone, in ordine cronologico,
le attività dei gruppi che hanno animato il Centro Femminista
Separatista nel corso degli anni. Per effettuare questa operazione
non è stato possibile avvalersi del patrimonio, più
complessivamente rappresentativo, del Centro Documentazione Studi
sul Femminismo, i cui materiali, dall’avvio della ristrutturazione
del Buon Pastore ad oggi, permangono imballati e inaccessibili.
La scelta effettuata per l’allestimento del percorso espositivo
si è, quindi, potuta avvalere di materiale iconografico e
documentario proveniente in massima parte dagli Archivi Lesbici
Italiani (sorti nel 1986, all’interno del CFS) e di questo
patrimonio danno prevalentemente conto.
Calendario marzo
2005
> Giovedì 3 ore 10.30
Conferenza stampa. Rete Nazionale Centri Antiviolenza e parlamentari
su proposta di legge affido condiviso. Organizza: Differenza Donna
> Giovedì 3 ore 18.00 Ciclo di 6 incontriIl
dolore come fatto pubblico. Primo incontro: Ida Dominijanni "La
ferita espropriante. Guerra, lutto, amore". Organizza: Consorzio
– Area Cultura e Archivia
> Venerdì 4 ore 17.30
Donne leggono poesia Letture di testi poetici contemporanei dalla
voce delle autrici con la presenza di Maria Luisa Spaziani, musiche
d’autore Giovanna Famulari (violoncello) presenta Merys Rizzo,
coordina Maria Palazzesi, Organizza: Diffusione poesia delle donne
> Sabato 5 ore 21.00 Presentazione libro “Casa
Barnaba” di Rosalba Conserva. Organizza:
CIDI di Roma
> Sabato 5 ore 16.00 Conferenza
– Dibattito “Diritti delle donne in sud America”
Partecipano: Nora Castañeda e Angelica Alvarez. Organizza:
WIA. Associazione per il welfare
> Lunedì 7 ore 16.00
Convegno ATIPICHE Proposte di sostegno
per tessere vita e lavori. Come è cambiato il mercato del
lavoro dalla legge Biagi al pacchetto Treu. Organizza: Consulta
femminile Regione Lazio
> Martedì
8 Ore 17.00 Paesaggi per Zora, mostra di
Patricia Carmo. Omaggio a Patrizia Regazzoni.
Organizza: Zora Neale Hurston ed Esthia
> Martedì
8 Ore 18.00 Interviste: riflessioni sul femminismo.
Un progetto video di Luisa Di Gaetano. Interviste a Giuliana Sgrena,
Piera degli Esposti, Manuela Fraire, le ragazze del Collettivo La
mela di Eva, Edda Billi, Emanuela Moroli, Anna Maria Guadagni.
> Martedì 8 Ore 19.00 Il
CFS... vent'anni dopo incontro con le donne
che hanno fatto il CFS. Festa per i 20 anni di assegnazione Buon
Pastore. Organizza: CFS
Ingresso via San Francesco di Sales 1/b
> Mercoledì 9 ore 17.00 Convegno Nazionale
DONNA CULTURA ISTITUZIONI Organizza: DUNA
> Sabato 12 ore 9.30 Convegno. “Prevenzione
del disagio psichico del bambino e della sua famiglia”
Organizza: A.P.C.A.
> Sabato 12 Ore 12.00 Incontro con Piero Marrazzo. Organizza:
AFFI + Consorzio CIDD
> Sabato 12 e Domenica 13 Assemblea annuale.
Desiderio di società e acrobazie della politica: a che punto
è la SIL. Organizza: Società Italiana
delle Letterate
> Martedì 15 ore 15.30 Incontro con la
Consulta Cittadine del mondo in politica. Organizza: Consigliere
delegate alle Politiche della multietnicità.
> Mercoledì 16 ore 18.00 Ciclo di 6 incontri
Il dolore come fatto pubblico. Secondo incontro: Clara
Sereni – Fra molti libri e un film. Organizza: Consorzio –
Area Cultura e Archivia
> Giovedì 17 ore 17.30 Convegno
Donne e legalità. Partecipazione e impegno.
Organizza: Associazione Quinoa
> Sabato 19 ore 9.30 Convegno:
Nuovi femminismi, nuove ricerche. Organizza: Società
Italiana delle Storiche
> Sabato 19 ore 15.00 Secondo incontro Caffè
filosofico La gioia: siamo ancora in grado di riconoscerla?
> Sabato 19 ore 18.00 e Domenica 20 ore 10.00 Direttivo
nazionale e assemblea nazionale delle associazioni federate. Organizza:
CNDI-Consiglio Nazionale Donne Italiane
> Lunedì 21 ore 18.30 Presentazione libro
Terra incognita di Gabriella Rossetti editore
Rubettino. Presentano Bianca Pomeranzi e
Maria Rosa Cutrufelli. Organizza : Generi e Generazioni
> Giovedì 24 ore 19.00 Ciclo di 6 incontri
Il dolore come fatto pubblico. Terzo incontro:
Paola Di Cori. Organizza: Consorzio – Area
Cultura e Archivia
> Giovedì 31 ore 17.30 Seminario
Intorno all’autoritratto. Organizza: Artiste contemporanee
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